Il diritto riguarda la vita delle persone

Il diritto civile raramente occupa le prime pagine. Non ha la dimensione spettacolare del processo penale, eppure è quello che, prima o poi, entra nella vita di tutti: nei rapporti familiari, nel lavoro, nella casa, nei contratti, nell’impresa, nella salute e nelle conseguenze di un danno ingiustamente subito. È anche uno dei luoghi nei quali, caso dopo caso, si accompagna l’evoluzione della società e si definiscono concretamente i diritti delle persone.
Esercito la professione di avvocato dal 1995. In questi anni ho visto la giustizia e l’avvocatura cambiare profondamente. Sono aumentati gli adempimenti, le procedure e le riforme che, nate per semplificare e accelerare, non sempre hanno reso più semplice ottenere una decisione attenta alla sostanza dei problemi. In questo contesto considero ancora più importante preservare l’indipendenza dell’avvocato: una professione che deve certamente essere organizzata con efficienza, ma che non può ridursi a una normale attività d’impresa.
Credo in un’avvocatura competente, libera e responsabile. Questo significa studiare con rigore, comprendere prima di giudicare, dire con chiarezza quando una causa non conviene e riconoscere, invece, le questioni per le quali vale la pena impegnarsi fino in fondo. Significa anche costruire con il cliente un rapporto fondato sulla fiducia, sulla collaborazione e sulla consapevolezza che non sempre la soluzione più rapida è quella più giusta.
La giustizia può essere lenta e imperfetta, ma non per questo è inutile cercarla. L’esperienza mi ha insegnato che una ragione fondata, sostenuta con preparazione, lucidità e determinazione, può ancora essere riconosciuta. Talvolta occorre attendere; talvolta è necessario contrastare posizioni economicamente più forti o letture divenute abituali. È anche attraverso queste battaglie che il diritto progredisce e una tutela nata da una vicenda individuale può acquistare un valore più generale.
Quando accade — quando un torto viene realmente raddrizzato e una persona ritrova ciò che le era stato ingiustamente negato — si comprende perché, nonostante tutto, quello dell’avvocato possa essere ancora il mestiere più bello del mondo.
Il percorso
Mi sono laureato con il massimo dei voti all’Università di Trento, con una tesi sulla responsabilità civile e penale del datore di lavoro per gli infortuni sul lavoro. Dal 1995 esercito a Trento, dove ho costruito la mia pratica attorno alla responsabilità civile e al risarcimento dei danni; sono abilitato al patrocinio davanti alla Corte di Cassazione e alle giurisdizioni superiori.
Per oltre vent’anni ho lavorato anche come fiduciario di compagnie assicurative, prima di dedicarmi alla tutela dei danneggiati: conosco dall’interno le logiche, i tempi e le strategie di chi sta dall’altra parte del tavolo. È una prospettiva doppia che fa la differenza, nella trattativa come in giudizio.